Cult

Fisico a clessidra anni 50, ecco cosa c’è… sotto

Sophia Loren anni 50 fisico a clessidra
Sophia Loren, il fisico a clessidra per eccellenza, mostra… cosa c’è sotto!

Anni 50: donne chic, curvose e con quel fisico a clessidra diventato un simbolo. Sia chiaro che a quei tempi proprio non si usava fare la dieta, nessuna donna appena uscita da una guerra si sognava di privarsi del cibo! Così come non si soffriva in palestra, gli sport più in voga erano il tennis e lo sci ed erano comunque riservati a poche privilegiate che potevano permetterselo. Le altre si mantenevano in forma camminando (molto) o sfaccendando in casa. Allora, qual è il segreto del vitino di vespa e di quel fisico a clessidra che invidiamo sospirando sulle foto fashion di quegli anni? Semplice: la biancheria intima strategica. Vediamola.

Primo livello: il bullet bra

L’attrice Diana Dors e lo sconcertante effetto del bullet bra

Cominciando da “sopra”, ci imbattiamo subito in un indumento davvero incredibile: il bullet bra. A giudicare dall’effetto che aveva sotto golfini e camicie, probabilmente nessuna di noi oggi si azzarderebbe a portare un reggiseno che “spara” così a punta e all’infuori. Eppure quando fu lanciato, il bullet bra sembrò la soluzione a tutti i problemi di tette, un po’ come accadde poi con il push up negli anni 90. Le pubblicità promettevano che era sufficiente indossarlo, e gli uomini si sarebbero messi in fila per chiedere il numero di telefono!

Bullet bra, prima e dopo la cura (foto: da Pinterest)

L’effetto del bullet bra era la prima regola per ottenere un fisico a clessidra: il seno così sporgente contribuiva ad aumentare l’impressione di una vita sottile e un corpo prosperoso. Tutte le ragazze, insomma, lo portavano. Oggi è praticamente introvabile (e improponibile, ci è riuscito solo Jean Paul Gualtier con Madonna). Se proprio ci tenete a sperimentare, potete provarlo da What Katie Did.

Bullet bra, What Katie Did, € 43,95
Madonna al Blonde Ambition Tour 1990, bra di Gaultier (foto: John Roca/Rex)

Secondo livello: la guaina

Siamo abituate a pensarla come un indumento da grasse zie che vogliono contenere la pancia (nelle televendite impazza), ma la guaina negli anni 50 era un indumento intimo che tutte le ragazze usavano. I vestiti dovevano scivolare perfettamente, senza rotolini o pieghe considerati terribilmente antiestetici. E quelle guaine non sono certo paragonabili alle nostre Spanx: erano pesanti, foderate, spesso con le stecche, e dotate di ganci incorporati per tenere su le calze. Immaginiamo la complicazione per andare in bagno!

Guaina in nylon leggero per le ragazze giovani e attive, 1953

Ogni figura, poi, aveva il suo busto ideale: leggero per le giovanissime, via via più impegnativo per le signore di una certa età o le più curvy. Ora, quando ammirate le pance piatte e i fianchi snelli nelle foto fashion anni 50, sapete cosa c’è sotto. Se volete acquistarne una, Pip e Pantalaimon su Etsy è altamente considerata nell’ambiente vintage.

Guaina, Pip e Pantalaimon, € 45,86

Terzo livello: stringivita e corsetto

E’ questo il vero segreto per il fisico a clessidra nella versione hard anni 50: lo stringivita. Forse i corsetti erano strumenti di tortura che impedivano alle donne di liberarsi, ma bisogna ammettere che l’effetto sul punto vita è assolutamente imbattibile. Non esiste Spanx che tenga, e lo affermo con certezza perché li ho provati entrambi.

Il mio cincher stringivita di Snowblack, € 120

Il corsetto anni ’50 era piuttosto diverso da quello dell’età vittoriana o edwardiana. Corto, insisteva solo sul punto vita e quindi era molto più portabile e comodo. Per le signore più agee, invece, in America impazzò il “merry widow” cioè “vedova allegra”, così chiamato dal musical omonimo e non certo per insinuare che le vedove si divertissero coi corsetti. O magari anche sì, chissà.

Pubblicità di corsetti anni 50

Il merry widow era molto più simile al corsetto vittoriano e molto più torturante, intero dai fianchi al seno e steccatissimo. L’attrice Lana Turner, dopo averlo indossato, dichiarò che doveva averlo inventato un uomo perché nessuna donna sana di mente poteva aver concepito uno strumento del genere.

Lana Turner strizzata nel merry widow, in La Vedova Allegra, 1952

Per fare shopping di corsetti stringivita c’è solo la difficoltà della scelta. Ne riparleremo in modo approfondito, ma ricordate di fare attenzione alla qualità dei prodotti proposti: certi corsetti non sono neppure tali ma solo un’imitazione, e anche di cattiva qualità. I più belli del mondo, secondo la mia opinione di fissata, sono quelli che crea Fangahra Corsets, una corsetiere russa. Ma se ne trovano di belli e più economici tra le corsetiere polacche (cercatele su Facebook o Instagram), e in certi grandi siti americani che offrono qualità decente.

La modella russa Alena Shishkova in corsetto Fangahra (foto: Instagram)

Quarto livello: la sottogonna

Per finire, l’effetto non poteva essere completo senza quelle fantastiche sottogonne, il vero segreto del new look di Christian Dior. Se le gonne a tubo esaltavano il fisico a clessidra, le gonne a ruota gonfiate da strati su strati contribuivano moltissimo all’effetto vitino di vespa. Le sottogonne erano in tulle o in stoffa con guarnizioni in sangallo, e spesso arricchite da nastri, ricami e pizzi. Un vero peccato nasconderle!

Pubblicità di deliziose sottogonne anni 50 (Foto: Pinterest)
Abito Givenchy 1956, un effetto impossibile senza sottogonna

Potrebbe piacerti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *